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IL VENERDI SANTO A CORLEONE

Il saluto del Presidente

 

 

 

 

 


Parlare di religiosità popolare a Corleone senza parlare del Venerdì Santo e come andare a Roma senza vedere il Papa.
Infatti, il segno distintivo di questa religiosità è la fotografia del Calvario con la sua Croce e le scale ad essa appoggiate e ai piedi di questo colle tutto il Paese adagiato tra i due Castelli, Soprano e Sottano, mentre i suoi abitanti, guidati dalle Confraternite Bianche e dai sacerdoti della Città portano, accompagnati dalle pesanti e cupe note della marce funebre emesse dalla locale banda musicale, avvolto in un bianco lenzuolo, la statua del Cristo da andare ad appendere a quella Croce eretta sul colle.
E' proprio a partire da questa Sacra rappresentazione, che affonda le sue radici nel lontano 1400, che si sono andate sviluppando tutte le altre tradizioni religiose di cui è ricca la nostra città e che trova la sua prova nelle 24 Confraternite che sono presenti e fortemente vive nella comunità ecclesiale corleonese.
Comunità che sente in maniera particolare la settimana Santa, a partire dal Giovedì, quando fino a tarda notte si sentono e vedono folti gruppi delle Confraternite e delle Parrocchie che con canti e preghiere fanno il giro delle sette chiese dove sono allestite gli altari della Reposizione, arricchite da tanti luci, lumi, fiori e i classici "lavureddi". Questo segno del Giovedì Santo, più di tutte le altre manifestazioni, è ciò che maggiormente caratterizza la fede dei Corleonesi, definiti "Eucaristici": infatti, la festa principale della Città , prima ancora che del Santo Patrono Leoluca è quella del Corpus Domini, quando tutta la Città con le sue Confraternite fa corona a Gesù Eucaristico che passa benedicente per le strade del nostro tessuto urbano.
Il Cristo che in questa settimana accompagniamo al Calvario e per le vie cittadine, assieme alla sua Madre Addolorata, guidano i nostri cuori e i nostri passi per accogliere ed incarnare il messaggio di amore e resurrezione, donatoci dal Cristo per noi morto e risorto

Don Vincenzo Pizzitola
Presidente del Comitato