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IL VENERDI SANTO A CORLEONE

Il saluto ai lettori da parte del Sindaco di Corleone

 

 

 

È venerdì santo!
Il silenzio della folla è rotto solo dal suono dei "maschi" che riecheggia sulle calcareniti che fanno da contorno al nostro monte calvario.
È un po' la stessa emozione che si percepisce alla visione del film "The passion": la sala buia, la mente rapita dalle cruenti immagini della crocifissione, da quello sguardo straziante, ma consapevole, del Cristo morente che invoca il perdono del Padre per il genere umano, da quella sequenza di immagini, a prima vista di difficile comprensione, per cui la visione prospettica si sposta all'infinito del cielo, all'occhio di Dio, da cui, amorevolmente, si libera quell'unica lacrima che, vertiginosamente, precipita verso la terra ancora intrisa del sangue di Cristo.
Il fragore dell'impatto, che lava l'umanità dal peccato originale, è simile all'attesa dei cuori dell'Animosa Civitas che partecipano, mesti, alla passione del Cristo.
Un rito di secolare memoria che si perpetua con i suoi suoni - di troccole, di tamburi, di maschi - per tutti i dedali di vie e vicoli della città, che tutti interessa, grandi e piccini, uomini e donne, buoni e cattivi, che tutti coinvolge, bisognosi, ancora una volta, di rievocare l'ascesa al calvario implorando, con vera fede cristiana, un'altra amorevole lacrima.
Un rito antico, ma rinnovato nello spirito, e quest'anno arricchito da vecchi nuovi elementi: le due rinate confraternite della Beata Maria SS. del Rosario e del SS. Nome di Gesù, il restauro del vecchio ospedale dei Bianchi, il fortunoso ritrovamento dell'altare della cappella del Sacramento ed il paziente lavoro di recupero, attraverso la ricostruzione fotografica, della memoria storica delle nostre tradizioni.
Un rito non da vedere ma da partecipare, un rito non dei singoli ma della collettività, un rito unico, difficile da incastonare in una realtà diversa dalla nostra, dove dominazioni, tradizioni secolari, folklore e, soprattutto, passione religiosa hanno lasciato un tratto.
Un rito che affonda le radici in un antico passato ma che, annualmente, si rigenera come la luce dei ceri che scalda i cuori dei cittadini dell'Animosa Civitas e li accompagna nella passione di Cristo in attesa della Santa Pasqua.


Il Sindaco di Corleone
IANNAZZO